lunedì 8 giugno 2009

LE PAROLE DI ROGER DOPO LA CONQUISTA DEL RG

Vorremmo sapere se hai provato più suspense di noi? Hai vinto il primo set, il secondo al tiebreak , al terzo hai fatto subito il break. È stato più facile di come te lo aspettavi oppure…
Voglio dire, certo, mi aspettavo un match duro perché Robin stava giocando bene ed è una finale di Parigi, una che non sono mai stato capace di vincere. Conoscevo quindi la difficoltà della partita. Speravo di iniziare bene, ce l’ho fatta e questo mi ha tranquillizzato. Il secondo set credo sia stata la chiave per rimanere con lui in partita, per non dargli troppe chance sul mio servizio e sono stato capace di farlo. Ho giocato uno dei migliori tiebreak della mia carriera con quattro ace. Ma è stato molto difficile rimanere concentrato durante tutto il match, mi chiedevo in continuazione “ E se, e se vincessi il torneo? ? Cosa significa? Cosa dirò?”
Non è facile dirti che dopo la vittoria avrai tempo per pensare a queste cose, sono pensieri che ti vengono in mente da soli. Ero molto nervoso all’inizio del terzo set perché realizzavo quanto ero vicino al traguardo. L’ultimo game, potete immaginare quanto sia stato difficile da giocare. Quasi ingiocabile per me , speravo di giocare qualche buona prima, e che magari lui commettesse quattro errori . Ero messo così male. È stata veramente una montagna russa emotiva questa finale.
è contro le nostre regole applaudire ad una conferenza stampa, ma te lo sei meritato.
Grazie, grazie mille
Consideri questa vittoria dopo quello che è successo in Australia e il resto come una rinascita nella tua carriera mentalmente e fisicamente o per qualche altro motivo?
SI, credo che sia un traguardo incredibile. Voglio dire, sono molto orgoglioso della mia carriera, ovviamente. Ho raggiunto molto più di quello che pensavo. Da ragazzo il mio sogno era di vincere Wimbledon un giorno. E l’ho vinto cinque volte come se una non fosse abbastanza. Ma è – credo- che i French Open, questa vittoria, hanno acquistato importanza quando ho realizzato che grande giocatore potevo diventare.
Dopo essermi abituato ad amare la città, le persone, il centrale, mentre all’inizio avevo sempre difficoltà ad adattarmi alle condizioni di gioco e per qualche motivo non mi sentivo molto a mio agio. Avevo problemi a giocar bene sul centrale perché era così grande. È stata una strada lunga e vincerlo alla fine come Slam mancante è una sensazione incredibile.
Hai vinto Wimbledon a 21 anni, in Australia a 22 e gli US a 23. C’è un valore nella vita, una profondità maggiore nei sentimenti nell’aver aspettato così tanto?
assolutamente, specialmente dopo esserci andato vicino negli ultimi anni. Credo sia stato difficle accettare la sconfitta nel 2006. Persi la finale e dissi : “ o mio dio. Devo aspettare un anno intero e non so nemmeno se riuscirò ad arrivare di nuovo in finale”. Negli ultimi anni è stato più facile perché ero più rilassato e più consapevole di quello che accadeva intorno a me. Quindi credo che l’aver aspettato e l’età ha un grande impatto su quanto è importante questa vittoria.
Guardando indietro alla stazione primaverile quest’anno, hai fatto fatica contro Djokovic e Murray ma adesso sei di nuovo in forma. Credevi di poter fare il “career” Grand Slam?
Si , lo credevo. Si è parlato un sacco di me che avevo perso il controllo ecc..in un certo senso credo sia vero nel senso che ho perso la prima posizione mondiale. Ma non sono uscito dai primi 10 o dai primi 100. Ho continuato a giocare bene, specialmente nei grand slam. Ed il mio record si vede oggi. Ma era importante per me continuare a lavorare duro. Ho avuto problemi l’anno scorso. Sappiamo tutti quali fossero. A volte le persone non ti danno il tempo di sanarli, di trovare loro una soluzione. Non sono il tipo di persona che si spaventa se devo giocare un match non al top della forma. Non mi interessa se perdo tre volte al terzo turno. voglio vedere a che punto arrivo in un torneo. Posso anche decidere di non giocare tre mesi e poi di tornare alla grande.
Ma non è questa la strada che ho scelto. Sono un ragazzo che affronta le cose e vede se è all’altezza o meno. Ho sempre giocato abbastanza bene. Ero soddisfatto con il mio livello di gioco. Credo di aver giocato alla grande in Australia. E anche ad Indian Wells o Miami fino a quando non ho giocato con Murray o Djokovic dove all’improvviso il mio gioco mi ha abbandonato per qualche motivo. Non sapevo perché. Forse perché il mio servizio non mi stava aiutando molto, la schiena mi faceva ancora male. Non so quale fosse il problema. Quindi ho sempre creduto nelle mie possibilità di vincere Parigi o qualsiasi grande slam. È per quelli che mi sono tenuto in forma. È stato anche uno dei motivi per i quali ho preso 6 settimane di pausa dopo gli Australian Open, per far sì che tutto si mettesse a posto e potessi tornare in forma. Sono molto molto contento al momento.
Quanto è importante in questa vittoria il fatto che Mirka è incinta e che state aspettando un bambino? Quanto è importante mentalmente pensarci?
credo siano due cose diverse. La vita privata è una parte della mia vita. La vita professionale un’altra. Grazie a dio Mirka è coinvolta in entrambe. Ovviamente sono molto contento. Mirka sta bene e non vediamo l’ora che arrivi quest’estate sperando che tutto vada bene per lei. Ma non so quanto questa vittoria abbia a che fare con questo. È decisamente piacevole avere un figlio in questo momento della mia carrierea. Credo non potessimo scegliere momento migliore. Il timing è stato molto importante sia con il matrimonio che con la gravidanza. Forse è più emozionante, non so. Ma con la vittoria non ha niente a che fare, onestamente. Sono contento che la mia vita sia in ottima forma al momento.
McEnroe non ha mai vinto qui e nemmeno Edberg e nemmeno Sampras. Sei consapevole del fatto che c’erano un sacco di persone che pensavano potessi finire anche tu in quella categoria e che sarebbe stato un peccato anche nel tuo caso se non ce l’avessi fatta?
Beh, sono sempre stato in disaccordo con quelle persone lì. Ho sempre avuto la sensazione di essermi procurato tante occasioni ai French. Pete credo sia arrivato una volta in semifinale. Altri sono arrivati una volta in finale. Io invece ho fatto tre finali, una semifinale e sono stato in grado di vincere Amburgo quattro volte, arrivare in finale a Monaco e Roma. Sapevo che il giorno in cui Rafa non sarebbe stato in finale io ci sarei stato e avrei vinto. L’ho sempre saputo e ci ho sempre creduto. Questo è esattamente quello che è successo.
Mi spiace ricordarti un evento non proprio piacevole ma ti sei ritrovato oggi davanti quel tipo in campo. Poteva essere veramente un brutto incidente. Potresti dirci cosa hai provato quando lo hai visto? La sicurezza sembra ci abbia messo una vita a fermarlo.
all’inizio non avevo ben capito cosa fosse successo. All’improvviso ho sentito il pubblico e poi ho guardato e l’ho visto saltare . Mi ha un po’ spaventato vederlo così vicino. La cosa positiva è che sono cose già successe prima, credo sia per quello che non sono andato in panico. È successo anche a Wimbledon che due ragazzi si sono messi a correre per il campo ed una volta credo a Montreal quando persi da Roddick mentre giocavo per la prima posizione mondiale. Non è stata quindi la prima volta. Solitamente mi guardano soltanto e poi dicono “Mi dispiace doverlo fare” perché in fondo hanno dei motivi se fanno così. (risate)
Ricordo che il ragazzo inglese era molto divertente. Mi ha guardato e mi ha detto “ mi dispiace di doverlo fare”. E io gli ho detto “okay, basta che non mi tocchi”. Questo mi ha riguardato e non ero sicuro di cosa volesse. Sembrava come se volesse darmi qualcosa. Sono rimasto tranquillo perché ho visto che non voleva fare nulla di stupido. Mi sono decisamente sentito a disagio quando si è avvicinato. In effetti credo che mi abbia anche distratto nel gioco. Un game dopo ho pensato che forse mi sarei dovuto prendere un minuto o due per riflettere su quello che era appena successo, è successo davvero o cosa? Ma non so, volevo solo tornare a giocare e dimenticare la scena. Ma sì, mi sono spaventato un po’.
Svetlana Kuznetsova che ha vinto ieri tifa per te. Che ne pensi? Che pensi delle tenniste e tennisti russi?
Beh, sono rimasto molto contento della vittoria di Svetlana. Il tennis russo negli ultimi anni è stato strepitoso. Ho sempre detto che mi piace il suo gioco, sono contento che abbia vinto. SI, hanno giocatori fenomenali sia tra le donne che tra gli uomini.
So che non è in programma, ma se dovessi ritirarti domani, saresti contento?
Si, lo sarei, perché sento di aver fatto il possibile. Ho lottato per questo momento e sono rimasto positivo e calmo quando le cose magari non andavano così bene. Quindi si,dico sempre che non importa quando mi ritiro sarò contento. Potrei ritirarmi domani ma non lo faccio perché amo troppo questo gioco. Non è mi passato per la testa nemmeno un attimo il ritiro. Il tennis non è per sempre, lo so. Ma cercherò di godermelo il più possibile.
Roger, con la pioggia e la storia nella tua mente, è stato difficile gestirle mentalmente? Fisicamente non ha avuto problemi ma mentalmente?
Credo che le condizioni fossero difficili, come hai detto tu. Speravo – come ho detto in conferenza stampa l’altro giorno forse mentre parlavo tedesco- ho detto che speravo in un po’ di pioggia – non troppa perché non sarebbe piacevole per nessuno, né per me , né per l’avversario né per il pubblico. Le interruzioni per pioggia non sono facili da gestire specialmente in una finale di Slam. Ora credo che fosse proprio il tempo adatto a me. Guardando indietro, credo di aver tratto ispirazione dalla vittoria di Agassi 10 anni fa.
Ricordo, non voglio dire che sia stato fortunato, ma come alcune cose sono andate a suo favore quando ne ha avuto più bisogno. E questo è esattamente quello che è successo a me nelle ultime due settimane. Non stiamo parlando del dritto sulla riga che ho dovuto colpire sulla palla break Haas o roba del genere. Ma sono capitato in situazioni disperate in questo torneo, hanno fatto parte di questo torneo come la pioggia di oggi, le condizioni difficili, il vento e gli avversari pericolosi. Credo di essere riuscito a gestire tutto questo nelle due settimane. Ho anche detto molte volte che se vuoi diventare un buon giocatore di terra devi essere capace di giocare in queste condizioni così come in quelle migliori. È dove ho avuto successo sulla terra prima, sia con il vento e temporali che con il tempo buono. Sono riuscito a dimostrarlo in queste settimane.
Quale significato ha per te, se ne ha uno, vincere qui ed eguagliare il record di Sampras?
Si, è una grande sensazione, forse viene dimenticato spesso il fatto che ho già raggiunto 14 titoli dello Slam e spesso vengo criticato per averne perse un paio in finale contro Rafa.Esserci riuscito qui a Parigi ad eguagliare quel record è qualcosa di incredibile. Con Andre Agassi che mi consegna il trofeo, ogni cosa è sembrata perfetta.
Credi che il punto più importante del tuo torneo sia stato quel dritto per salvare quella palla break contro Haas?
Si, se dobbiamo ridurre tutto ad un punto, credo che quello sia il punto giusto. Ma ho dovuto salvarmi da diverse situazioni difficili lungo queste due settimane, contro Acasuso, Mathieu, Del Potro, anche Monfils che ha avuto un set point. Sono contento di aver saputo gestire tutto al meglio. Anche oggi, la palla break concessa quando servivo per il titolo con Soderling che stecca il diritto.. chi lo sa cosa sarebbe successo se lui avesse sfruttato l'occasione.Ho dovuto contrastare diversi momenti difficili e l'ho fatto alla grande.
Molte persone dicono che adesso hai un posto speciale nella storia, ti paragonano a Laver e Sampras e ti giudicano il migliore di sempre. Cosa pensi a riguardo?
E' molto bello essere considerato tra i migliori di sempre. Sono molto orgoglioso dei risultati che ho raggiunto nel mio sport. Non so se sapremo mai chi è davvero il migliore di sempre ma certo sono felice di essere parte di questa schiera.
Forse tu non sei ancora il migliore di sempre ma potrebbe essere questa una motivazione per gli anni a venire?
Ho sempre cercato di avere la miglior carriera possibile e credo vada giudicata alla fine. Quanto bene ho fatto? Bene, molto bene, grandioso, nella media? (risata). Non so, credo tocchi ad altre persone decidere.Io sto ancora giocando, non mi sono ritirato, giocherò ancora molti tornei e molti tornei dello Slam, cercherò di avere la migliore carriera possibile. Non sono ossessionato dai record, anche se sono orgoglioso dei miei record. Ma spero di stare sempre in salute, perchè la motivazione per me non è mai un problema.Anche molte cose nella mia vita sono cambiate, con il matrimonio e il bambino che sta per arrivare. Saranno anni entusiasmanti.
Potresti parlarci meglio dell'ultimo game di oggi a cui accennavi prima? E cosa hai fatto ieri e oggi prima del match?
Bè, l'ultimo game. Non sono mai triste di dover servire per il match. Non è una cosa facile da fare, certo, ma ho sempre pensato che servire fosse la cosa migliore per chiudere un match, perchè vuol dire che tu sei avanti di un break o due e quindi è un'ottima cosa. Poi pensi che devi servire quattro ace o speri che lui sbagli tutti i colpi ma ovviamente questa è una cosa improbabile, così cerchi di giocare in maniera astuta. Forse in quel caso non ho colpito benissimo il dritto e dunque lo score era in pericolo. Ma ero molto emozionato, non stavo vedendo me vincere ma ero così emozionato e felice di essere in quella posizione. Devi stare calmo e allo stesso tempo provare a fare del tuo meglio.
Riguardo a ieri sera, ho guardato i miei ultimi due match contro Soderling a Madrid e a Parigi Bercy lo scorso anno, avevo dei dvd con quei match. Poi abbiamo parlato della partita di oggi e ho cenato con Mirka in camera. Non avevo molta gente intorno a me, volevo starmene un po' per i fatti miei. E ha funzionato, e sono felice di questo.
Secondo te cosa è meglio, vincere i 4 tornei dello Slam nello stesso anno o vincere 14 titoli dello Slam?
Bè, vincerli tutti e quattro nello stesso anno è incredibile. Non voglio commentare me stesso, ma quando vinci 14 tornei dello Slam significa che hai vinto gli altri 3 titoli diverse volte e farlo per diversi anni è davvero difficile. Vincere 4 titoli in un anno è una cosa più veloce, ma significa che hai sfruttato al meglio la tua forma. Non so, sono entrambi raggiungimenti incredibili. Forse più facile adesso vincere tutti e 4 nello stesso anno data l'omogeneità dei campo rispetto a quando l'erba e il cemento erano più veloci, la terra più lenta.. si aveva uno specialista della terra, uno dei campi veloci, ecc.. adesso sono più omologati e magari la cosa è più semplice, non so..
Hai dovuto aspettare 27 anni per vincere qui a Parigi. Meno per US Open, Wimbledon e Australian Open.. credi che questo renda più speciale questo trofeo? Innanzitutto non ho dovuto aspettare 27 anni, perchè 27 anni fa ero appena nato e i miei genitori non mi chiedevano questo minacciandomi di mandarmi in orfanotrofio altrimenti. In realtà loro non me l'hanno mai chiesto, certo hanno sperato che lo vincessi. Ma averlo vinto dopo averlo aspettato a lungo certo ti dà soddisfazione e maggior piacere, come il mio primo Slam a Wimbledon 2003. Da lì l'intera mia vita è cambiata, la gestione di essa, la stampa, la carriera, ecc.. Questo era il momento più adatto di vincere a Parigi.
Cos'è stata? Aggressività, determinazione, il servizio.. o è stato anche grazie a Soderling?
Io non servo a 280 km all'ora. Ogni giocatore è diverso, questo fa del tennis uno sport difficile. Ogni giorno devi adattarti a condizioni diverse. Soderling, Monfils e Del Potro hanno uno stile simile ma sono comunque diversi. Ognuno ha il suo colpo preferito e servono in maniera diversa nei momenti chiave. Nel tennis tutto è possibile: puoi giocare bene e perdere e giocare male e vincere; devi fare le scelte giuste al momento giusto e sono molto orgoglioso di averlo fatto.
Cosa hai pensato quando la palla di Soderling si è fermata in rete?
Speravo non arrivasse dalla mia parte di campo. Poi avrei dovuto giocare un rovescio, e io avevo sperato di sorprenderlo. Quando ho visto la palla in rete ho saputo che era finita. Non sai mai cosa farai in quel momento, se correre in ogni parte del campo o semplicemente cadere a terra o niente. Io di solito cado sulle mie ginocchia, ho sempre o quasi sempre questa reazione. E' il mio modo di esprimere l'emozione.
Quando Nadal ha perso, tu non hai voluto commentare oltremodo perchè hai detto di dover rimanere concentrato sul tuo percorso. Adesso puoi dirci cosa hai pensato quando è successo? Hai pensato “Questo è il mio anno”?
Bè,certamente sapevo di avere un'opportunità maggiore rispetto agli altri anni, perchè si sa, i miei risultati con Rafa non sono dei migliori. Non ero felice che lui avesse perso, non sono quel tipo di persona. Però certo sapevo che questo mi dava più opportunità, ma anche più pressione addosso.Ho molto rispetto per Rafa e per quello che ha raggiunto, specie qui, ha tentato di vincere il quinto Roland Garros di fila e ha dimostrato quanto sia difficile farlo. A me è successo con Wimbledon e US Open, ma è davvero una cosa difficilissima.In quel momento non ha fatto molta differenza per me, ma oggi si, perchè oggi ho giocato contro Soderling e non contro Nadal.
Cosa prevedi per Soderling? Credi che possa vincere un torneo dello Slam?
Credo che dovrebbe fare meglio sulle superfici rapide perchè il suo tennis si adatta di più a quelle superfici. Anche Wimbledon e US Open. Deve continuare a lavorare duro e prendere tutte le cose positive da questo torneo. Non è facile, ma credo sia qualcosa che deve fare.
Due rapide domande: dopo aver perso 4 volte qui a ridosso del traguardo hai mai pensato che non ci saresti mai riuscito? E quando l'hai sognato, hai immaginato questa atmosfera, con questo tipo di luce e la pioggia?
Ho sempre avuto fede che avrei avuto le mie opportunità qui. Sono un buon giocatore ed è normale che le avrei avute. Poi non so, quando ero piccolo sognavo la mia vittoria sull'erba a Wimbledon, non ho mai sognato di vincere qui, ma è ovvio che è qualcosa che ho sperato a lungo.Sapevo che sarei caduto sulle mie ginocchia una volta vinto.
Dalla scorsa domenica, con l'eliminazione di Nadal, ci sono state grosse aspettative su di te. E' stata una lunga settimana?
Si, sono state due lunghe settimane. Ma specialmente quest'ultima, era come se dovesso giocare quattro finali, la pressione era così grande. Non ho ancora realizzato quello che ho fatto, credo che mi ci vorrà un po' prima di accettare ed assorbire totalmente questa vittoria.
Soderling ha giocato match magnifici durante questo torneo. Oggi è apparso assente durante il primo set. Cosa è successo? Pressione? Come analizzi questa cosa?
No, non credo. Credo che lui non abbia avuto l'inizio match che si aspettava. Ho analizzato le sue partite qui e credo che lo abbiano fatto giocare e pensare a come preparare i colpi troppo a lungo, colpiva da dentro il campo con i suoi avversari molto distanti dalla riga di fondo. Non ho mai avuto problemi a rispondere ai suoi colpi e ho cercato dis fruttare i vantaggi che ho sulla terra cercando di non cedergli l'iniziativa. E' così che ho vinto contro di lui le ultime nove volte.
Ti avevo fatto la stessa domanda venerdì e tu mi hai detto di rifartela oggi. Era sugli eventuali segni che ti avrebbero portato a credere alla vittoria. Ci sono stati?
Si, quando ho vinto quei match contro Acasuso e Haas ho pensato che questo potesse essere l'anno buono. Poi l'uscita di Rafa e Djokovic, non che cambiasse moltissimo, ma certo mi dava grandi speranze.Ma ci sono stati momenti in cui sonos tato così vicino a perdere. Come Agassi durante i suoi giorni. Non siamo fortunati, semplicemente andiamo a prenderci la fortuna una volta individuata. Quando lavoro duro, la maggior parte del lavoro è per Parigi, per vincere il Roland Garros. Avrei preferito che il lavoro pagasse prima, ma comunque ha funzionato. Per questo non volevo rispondere alla tua domanda venerdì. Niente è garantito, puoi romperti la gamba sul campo e sarebbero finite lì le speranze.

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